Può capitare che alcune montagne rimangano inviolate…a volte per l’estrema difficoltà alpinistica, altre volte per ragioni politiche o logistiche; altre semplicemente perché poco famose e fuori dal business delle scalate organizzate; e poi c’è una categoria speciale…quelle montagne che godono di una protezione per motivi religiosi, dove violare la vetta significherebbe commettere un sacrilegio verso gli Dei che su queste vette hanno eletto la loro dimora secondo le credenze popolari.

Alcune di queste cime sono molto conosciute come il Kailash in Tibet, meta di pellegrinaggi tra i devoti e i pellegrini Buddisti ed Induisti.
Anche in occidente abbiamo delle cime sacre: in New Mexico la cima Shiprock è sacra per i Navajo o il famoso Ayers Rock in Australia, sacro agli aborigeni.
E poi c’è il più alto ma forse il meno conosciuto, la “coda di pesce”, il Machhapuchhare, in Nepal.

Il Macchapucchre è alto 6993 m e il suo nome vuol dire “Montagna Coda di Pesce” per l’incredibile forma che hanno le sue due cime che destano meraviglia negli occhi di chiunque le guardi.
La montagna è considerata sacra dalla religione Hindu perché qui si dice dimori il Dio Shiva.
6.993 metri d’altezza e una forma slanciata, il Machhapuchhare, a ragion dovuta, è considerata non solo la più sacra tra le vette del Nepal, bensì anche una delle cime più spettacolari del mondo.

Per la sua speciale tutela, rimane una delle poche vette sull’himalaya dove l’uomo non ha mai messo piede. Non del tutto almeno!
L’unica spedizione ufficiale a salire in direzione della vetta fu quella del 1957, guidata dall’alpinista inglese Wilfrid Noyce. Il re del Nepal chiese a Noyce di rispettare le tradizioni locali, ed egli, per mantenere la parola data, si fermò a 50 m dalla vetta, acconsentendo a non posare piede umano sulla sommità della montagna sacra.

Secondo un recente articolo del National Geographic, dal momento che l’impatto ambientale delle spedizioni alpinistiche sta diventando particolarmente violento specialmente in siti molto trafficati come l’Everest con il suo Campo Base visitato da migliaia di trekker, lo “status” religioso del Machapuchare potrebbe apportare un notevole beneficio ambientale, preservando la montagna come l’unica incontaminata rimasta in Himalaya.

Non vi porteremo a violare la montagna “Coda di Pesce”, ma vi permetteremo di ammirarla in tutta la sua bellezza dal miglior punto panoramico esistente e con un itinerario poco battuto: la cresta del Mardi Himal.
Il panoramico trek del Mardi Himal è incredibilmente ancora fuori dalle rotte commerciali dei turisti di massa i quali, dovendo scegliere, preferiscono optare per la vicina Pooh Hill, per il Campo Base dell’Annapurna o il Campo Base dell’Everest.
Il trekking del Mardi Himal è chiamato anche Annapurna Machapuchare Trail, ed è indubbiamente uno dei trek più panoramici del Nepal per la spettacolare vista su quella che viene considerata una delle più belle montagne del mondo.
Lo chiamano il trekking “sulla cresta” perché il suo sviluppo è prevalentemente lungo la cresta che separa la valle di Pokhara da quella del fiume Modi Khola.
Partendo da una fitta foresta ad inizio del trek, ci ritroveremo a salire sempre di più fino ad uscire dalla vegetazione, ritrovandoci allo scoperto in un ambiente “alpino” e sfiorando i 4000 metri.
Le guest house indubbiamente saranno più basiche rispetto ad itinerari più gettonati ma la cosa più importante per noi sarà quella di aver scoperto un posto ancora autentico ed integro ed aver assaporato cosa significhi il “vero” Nepal.

Utilizzato per molti anni da gruppi autosufficienti con le tende al seguito, questo trek è stato ufficialmente aperto nel 2012 e in breve tempo sono sorti alcuni alloggi che forniscono vitto e pernotto in lodge e guest house. Rispetto agli altri trekking della regione, è più corto ma meno affollato con panorami spettacolari in tutte le sue tappe.
Perché è così speciale questo trek?
Per le splendide vedute delle catene montuose dei monti Lamjung e dell’Annapurna con la vicinissima cima del Machhapuchhare; resterete a bocca aperta dai panorami mozzafiato tra le valli costellate di villaggi e gli splendidi terrazzamenti coltivati dove incontreremo diverse comunità etniche che costituiscono il cuore del gentile e fiero popolo Nepalese; saremo fuori dai circuiti di massa dei Campi Base e avremo modo di assaporare l’ospitalità Nepalese, respirando la profonda spiritualità di questo paese, rimanendone incantati!

Ma non solo montagna…a fine trek durante il ritorno a Katmandu ci fermeremo nel Parco di Chitwan dove avremo la possibilità di effettuare una visita nella giungla Nepalese, rendendoci conto della ricchezza di questo paese che spazia con i suoi confini dai ghiacciai a ottomila metri, fino alle lussureggianti foreste abitate dagli elefanti!

Come viaggiatori responsabili entreremo in punta di piedi in questa terra dove le montagne sono considerate dimora degli Dei, ne comprenderemo le ragioni e conosceremo le tradizioni, e al nostro ritorno racconteremo la bellezza di questi luoghi da tutelare e proteggere.

Mauro Cappelletti e Pietro Spano dopo diversi viaggi sul circuito dell’Annapurna, nel Mustang e sul circuito del Manaslu, sono fieri di presentarvi questo nuovo e bellissimo viaggio in Nepal!

👉️ GUIDE:

Mauro Cappelletti e Pietro Spano

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